Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha annunciato l’aumento a 100.000 euro della soglia del regime forfettario per le imposte sui redditi, nel disegno di legge di Bilancio 2027.
Per estendere anche la franchigia IVA si attende l’autorizzazione europea. Nel frattempo, il relativo limite resterebbe a 85.000 euro. La proposta deve ancora essere approvata definitivamente dal Parlamento.
Due soglie diverse, dunque. E alcune domande concrete.
Oltre 85.000 euro si potrà detrarre l’IVA sugli acquisti?
Se al calcolo forfettario del reddito si affiancheranno le regole ordinarie IVA, bisognerà considerare anche la detrazione dell’IVA sugli acquisti, con i requisiti e i limiti ordinari.
Non significherebbe recuperare tutta l’imposta pagata: contano il collegamento degli acquisti con l’attività, la documentazione e le specifiche limitazioni alla detrazione.
Il testo dovrà chiarire anche da quando opereranno le nuove regole e se sarà possibile recuperare parte dell’IVA sugli acquisti precedenti, attraverso la cosiddetta rettifica della detrazione.
Medici, psicologi e attività esenti: scatterà l’IVA?
Perdere la franchigia del forfettario non rende imponibile una prestazione esente. È il caso, per esempio, delle prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da medici e psicologi, quando ricorrono i requisiti previsti.
Occorre guardare alla singola prestazione: non tutto ciò che un medico o uno psicologo fattura è necessariamente esente.
La distinzione vale anche sugli acquisti. Chi svolge esclusivamente queste prestazioni esenti, in linea generale, non può detrarre l’IVA sugli acquisti destinati all’attività. Se convivono attività imponibili ed esenti, occorre verificare le regole di detrazione e l’eventuale pro-rata.
Cosa succede se si superano gli 85.000 euro nel 2026?
Con le regole vigenti, chi applica legittimamente il forfettario e nel 2026 incassa più di 85.000 euro, ma non oltre 100.000 euro, mantiene il regime per il 2026 e ne esce dal 2027.
Superando 100.000 euro, invece, l’uscita opera già nel 2026.
La nuova soglia potrebbe modificare la verifica per il 2027, consentendo di restare nel regime anche a chi nel 2026 ha superato gli 85.000 euro senza oltrepassare i 100.000. Questo effetto deve però essere confermato dal testo definitivo.
Con 92.000 euro di incassi nel 2026 si resterà forfettari nel 2027?
È una possibilità aperta dalla proposta, non ancora una certezza. Occorrerà verificare decorrenza della nuova soglia, eventuali disposizioni transitorie e tutti gli altri requisiti di accesso.
Per il 2026 la risposta è già nelle regole attuali: il solo superamento degli 85.000 euro, entro i 100.000, non determina l’uscita immediata. Per il 2027, bisogna attendere la legge.
